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6 Nov

Nella memoria dei Beati Martiri Albanesi


In un clima di grande spiritualità, la sera del 4 novembre, presso l’ex carcere del Sigurimi oggi Monastero delle Clarisse di Scutari, è iniziata la veglia di preghiera in preparazione al terzo anniversario della beatificazione di Mons. Vincenzo Prennushi e 37 Compagni martiri del regime comunista albanese.

Sentita partecipazione dei fedeli a questa preghiera vigiliare, presieduta dall’ Arcivescovo Mons. Angelo Massafra, caratterizzata da un solenne vespro “itinerante” celebrato in tre luoghi diversi, in spirito “di penitenza e di gioia, secondo l’invito fatto dal Vescovo all’assemblea presente: “di penitenza, perchè ricordiamo la sofferenza di nostri featelli nella fede, e di gioia, perchè ricordiamo la loro beatificazione”. Le piccole candele, accese dal cero pasquale durante la liturgia della luce, sono il simbolo della fede che deve essere sempre custodita e che vogliamo ci sostenga nella buona battaglia, che potremo affrontare “solo grazie alla compagnia e alla condivisione della preghiera con Cristo crocifisso”.

Nella memoria dei nostri fratelli martiri, la luce delle candele ha illuminato questa sera di Scutari portata tra le mani da sacerdoti,  religiosi e fedeli, che dirigendosi dal luogo di prigionia alla chiesa delle stimmatine,  hanno varcato per la prima volta la cosiddetta porta del morto, porticina da cui passavano i condannati  quando venivano trasportati nel luogo dell’esecuzione o in altri luoghi di detenzione o i cadaveri di chi non ce l’aveva fatta per essere portati verso un’indegna sepoltura.

La seconda tappa della veglia è stata vissuta nella vicina chiesa delle Suore Stimmatine che accoglie le spoglie della beata martire Maria Tuci e che in passato fu Tribunale per i processi di tutti coloro che, accusati ingiustamente, furono condannati dal terribile regime al carcere, ai lavori forzati o all’esecuzione.

Dopo il canto dei salmi, la processione si è diretta verso la chiesa di S. Francesco dei Frati Minori che conserva le spoglie di un altro beato martire, padre Gasper Suma. La comunità cristiana scutarina ha potuto così cantare con certezza il Magnificat, testimoniando come in Albania il Signore ha “abbassato i potenti dai troni e innalzato gli umili”.



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