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28 Mag

Coronavirus e vita comunitaria a Cosenza


La nostra comunità vive questo tempo così drammatico e incerto in condizioni sempre più favorevoli alla condivisione della vita fraterna. Non dovendo obbedire ai ritmi forsennati delle attività parrocchiali ed universitarie, il nuovo orario, pensato insieme alle Sorelle Dorotee, ci permette di dedicare alla preghiera comunitaria il tempo che la pastorale rischierebbe di sacrificarle.

Questa è una vera benedizione! Al mattino ci incontriamo per l’adorazione, l’angelus, l’atto di oblazione, l’ufficio delle letture, le lodi e la santa messa. A sera, invece, per il santo rosario e i vespri. Mentre al mercoledì, ci riuniamo per l’incontro comunitario settimanale e la lectio divina. Il tempo sospeso a cui siamo costretti diventa così occasione propizia per gustare meglio la gioia della preghiera in comunità. Certo, celebrare “a porte chiuse” ci risulta quantomeno ancora inusuale. Sebbene la trasmissione delle celebrazioni in streaming si riveli un ottimo mezzo per stare vicino a chi soffre e per continuare ad animare la nostra comunità parrocchiale, sentiamo tanta nostalgia.

Eppure, riconosciamo di esserci ritrovati in una condizione se non altro privilegiata: basti pensare che alla gente, per il momento, non è consentito neppure accostarsi ai sacramenti. Se, da un lato, risulta desolante vedere la nostra chiesa così vuota, dall’altro, ci incoraggia la certezza che ci sia ancora tanto da offrire ai piedi dell’altare. Ce lo dimostrano le decine di messaggi e telefonate che riceviamo quotidianamente.

Quante paure, attese, delusioni, frustrazioni, sofferenze, speranze! Dinanzi a molte delle situazioni che ascoltiamo, ci sentiamo inermi. Per questo, forse, sentiamo farsi più esigente la responsabilità della vita consacrata e del ministero a cui Dio ci ha chiamati con il sacerdozio. Oltre alla preghiera, abbiamo colto l’invito del Papa alla creatività e stiamo sperimentando quanto questa dote non ci manchi. Qualcuno gestisce il tempo libero con lo studio, la lettura, la scrittura. Qualche altro si dedica alle attività che rimandava da tempo. L’economo esce per la spesa una o due volte a settimana.

Stiamo anche provando ad organizzare alcune pulizie interne ed esterne. Dopo cena, in genere, scegliamo un film o un programma tv da guardare insieme. Con le Sorelle Dorotee abbiamo già condiviso alcuni momenti di festa in occasione di compleanni e onomastici. Festeggeremo insieme anche la Pasqua. Insomma, questo tempo ci sta davvero sorprendendo.      

L’attuale emergenza sanitaria e la prossima crisi economica ci inquietano ma non per questo perdiamo la speranza. Siamo certi che anche questa “notte oscura” (cf San Giovanni della Croce) finirà. E riemergeranno dal sottosuolo della miseria umana le energie migliori. Siamo ricchi di risorse ed è tempo di aiutarsi responsabilmente a vicenda. Angosciarsi o piangersi addosso non avrebbe molto senso. Anche perché, nonostante la brutalità della tempesta, come i discepoli, sperimentiamo che, con Gesù a bordo, non si fa naufragio. “Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai” (Papa Francesco).  

Antonio Fera